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Le Black Mambas: gli angeli degli animali del Sud Africa

In Sud Africa, la popolazione di rinoceronti ha oscillato per anni e anche se in molti hanno recentemente celebrato l’aumento del numero di esemplari l’attività di bracconaggio è in costante aumento minacciando il processo di ripopolazione di questa specie nel territorio.

La Riserva Naturale Balule in Sud Africa è una riserva privata che si trova all’interno del Parco Nazionale Kruger. Attualmente il Parco Nazionale Kruger ospita circa 12,000 rinoceronti bianchi e 650 rinoceronti neri (insieme a migliaia di altre specie) ma in questi anni  ha registrato un costante e pericoloso aumento dell’attività di bracconaggio che costa la morte di una media di tre rinoceronti al giorno.

Due anni fa, Craig Spencer direttore  della riserva, ha cercato di affrontare l’emergenza bracconaggio ingaggiando direttamente le comunità locali per formare gruppi attivi che potessero proteggere efficacemente il rinoceronte e le altre specie all’interno e nei dintorni della riserva.
 
Lo scopo di questi gruppi così non è solo la guardia attiva ma, in primis, l’educazione e responsabilizzazione delle comunità d’appartenenza dei loro agenti verso il patrimonio faunistico della riserva che a causa della povertà è considerato erroneamente meno redditizio dell’attività di bracconaggio e del commercio illegale di avorio e trofei di caccia.
 
 

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L’Unità antibracconaggio Black Mambas

I gruppi  black mambas sono stati fondato nel 2013  come unità anti-bracconaggio. A differenziarli da altri gruppi di rangers o guardie forestali è il fatto di essere quasi completamente composti da donne.

Queste ranger  sono delle pioniere  in un campo spesso dominato dagli uomini. Per diventare delle black mambas, le aspiranti ranger devono completare sei durissime settimane di addestramento al combattimento e monitoraggio a fianco di un gruppo già operativo.

Grazie alla loro formazione rigorosa queste unità stanno cambiando le sorti della fauna del parco troppo spesso minacciata da cacciatori di trofei, avorio e pellicce.

Appartenere ad un settore di responsabilità quasi del tutto maschile rende le donne black mambas  molto orgogliose del loro ruolo e a ben ragione. Grazie al loro lavoro molte di loro non solo servono il parco ma lavorando possono mantenere le proprie famiglie contribuendo al benessere economico delle loro comunità.

Per questo queste ragazze hanno cominiciato  a esser viste  viste nei villaggi locali come delle eroine, gli stessi villaggi da cui vengono i bracconieri e che con l’esempio di queste donne coraggiose potrebbero cambiare. “Sono una donna e ho intenzione di avere un bambino – ha detto una ranger – voglio che mio figlio possa vedere un rinoceronte, è per questo che li proteggo”.

 “Io non ho paura, so quello che sto facendo e so perché lo sto facendo.” – ha spiegato in proposito Leitah Mkhabela, una delle ranger  – “Se vedete i bracconieri, dite loro di non provarci, dite loro che siamo qui e che sono loro che sono in pericolo. Gli animali meritano di vivere, hanno il diritto di vivere. Fate la vostra parte. Se la domanda di alcuni prodotti finirà, anche le uccisioni cesseranno. Dite sì alla vita. Dite no al corno di rinoceronte e all’avorio di elefante commercializzati illegalmente.”

I risultati confermano le dichiarazioni entusiaste delle rangers: le black mambas hanno infatti contribuito all’arresto di 6 bracconieri, determinato una riduzione del 76% nella diffusione di trappole e hanno  permesso di individuare e smantellare oltre mille trappole e ben 5 campi allestiti dai bracconieri.

Questo coraggio e dedizione nella loro missione  ha fatto sì che lo scorso settembre  le ragazze black mambas si aggiudicassero il premio Champions of the Earth dell’UNEP – United Nations Environment Programme, riconoscimento assegnato ogni anno ad organizzazioni e individui che si sono distinti nella tutela dell’ambiente e nella costruzione di un futuro sostenibile, agendo, nei rispettivi campi di competenza, con tenacia e determinazione.

Per saperne di più e sostenere le black mambas visitate la pagina facebook Black Mamba Anti-Poaching Unit. da cui queste bellissime immagini sono tratte.

 

 

Alessandra

Alessandra

Dov'è finita Alessandra? Se ve lo state chiedendo non preoccupatevi! Sono solo immersa in una SERP di Google alla ricerca delle ultime novità in materia di nuovi media, cinema, ambiente e viaggi ...da condividere con le amiche di EVEN of course!!

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